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PER UNA BALLATA A SILVANO di Emiliano Panconesi

PER UNA BALLATA A SILVANO
di
Emiliano Panconesi

Più di trenta anni

e lunghe le notti

affondano il mio cuore

a cercare il tuo volto lontano.

Vivo

negherebbe di chiederlo

il tuo sorriso di un tempo

un ricordo

uno scritto.

Negherebbe commiati

e celebrazioni.

Eppure

da tempo il primo sonno

è tormentato

da ambizioni

di dire di te,

di tracciare il tuo volto,

i tuoi volti.

Sparare su di te!

impedire che l’onda

piena, tumultuosa

inghiottisse la roccia

così come doveva essere,

spengere un raggio di sole

che imbianca

un alba di neve.

Un elmo nero

ha coperto la verde campagna

gremita di piccoli fatti nascenti,

di imprese temerarie

decise

dai tuoi fermenti di vita.

Una ragazza

ha arrestato la sua corsa

su verso Collina

e stupita

ha guardato la valle

e la fuga

di due colombi.

Così la vita turbata

guarda talora la morte.

Sparare su di te!

Interrompere il confronto,

tornare alle fughe nell’ombra,

abbuiare

quel caldo pomeriggio eccitato,

spengere l’immaginazione,

gelare la rabbia.

Le scarpe chiodate

potevano riprendere la marcia

sul cuore del mondo.

I tuoi riccioli,

immoti per sempre,

ancora

intrisi di polvere sangue sudore,

avrebbero sfiorato

nelle notti di vento

il cuore

dei tuoi spauriti fratelli,

sgomentando

i nemici dell’immaginazione.

La giovane donna,

che aveva diviso con te

un ultimo rapido incontro

e un tappeto di foglie,

ha un sussulto:

le sembra entrare

la morte,

con gelida mano,

dove con te

era entrata la vita.